STRADA PROVINCIALE STAITI
La strada della vergogna. E’ l’arteria che dal bivio di Brancaleone conduce all’abitato di Staiti. E’ una strada da terzo mondo che sicuramente non qualifica uno dei posti più suggestivi situato sul dorsale preaspromontano che rappresenta una delle porte d’accesso al Parco Nazionale d’Aspromonte. “Un piccolo centro abbarbicato alle pendici del Monte Pezzola – come scrive Leone Campanella sul periodico dell’Area Grecanica “La Voce del Sud” - fondato nel XVI secolo dalla nobildonna Eleonora Stayti di Messina e poi elevato a capoluogo di Mandamento dal secondo decennio dell’Ottocento a quello del Novecento”. Stati, quindi, vecchio borgo medievale dall’inconfondibile struttura architettonica a nido d’aquila, vanta una storia e una tradizione che né il tempo né l’uomo potranno mai cancellare. Non solo. La comunità staitese può considerasi fiera di possedere una perla di straordinaria bellezza architettonica, monumento nazionale dell’XI secolo, meta di numerosi flussi turistico-religiosi: L’Abbazia di Santa Maria di Tridetti situata in contrada Badia, costruita a suo tempo dai monaci basiliani che sfuggivano dalla persecuzione iconoclastica di Leone Isaurico. Ma leggiamo, in sintesi, cosa scrive Leone Campanella, staitese verace, insegnante di lingua straniera ed ex preside in pensione nelle scuole di istruzione secondaria di primo grado. Campanella, nonostante viva a Bova Marina da alcuni anni per avere sposato una donna del posto, è rimasto attaccato alle sue radici e non ha mai tagliato il cordone ombelicale con la sua terra d’origine. E’ un attento lettore del territorio e quando può proporre qualcosa di interessante lo fa con passione e dedizione. Scrive ancora: “Purtroppo è proprio così! Raggiungere Staiti lasciandosi alle spalle la strada Statale 106, i centri abitati di Brancaleone, e delle frazioni Paese Nuovo e Razzà, diventa un’impresa alquanto difficile per non dire impossibile. E’ un percorso stradale di circa 13 Km di competenza provinciale, peggiore di una mulattiera. Per arrivare al piccolo centro aspromontano bisogna avventurarsi e destreggiarsi in una spericolata gimkana e se si è fortunati la meta è raggiunta. Il fondo stradale fortemente dissestato, il manto bituminoso alquanto deteriorato, cunette intasate e pericolose con cigli stradali franati, muri di contenimento in continuo smottamento e tratti di sede stradale occupati da terreno franato” L’ex preside, nel suo accorato appello scrive ancora:” Le segnalazioni del Commissario Prefettizio che in atto gestisce il governo della cosa pubblica a Staiti nonché altri soggetti a cui sta tanto a cuore la sopravvivenza del natio paese dell’anima, sinora sono caduti nel vuoto, mentre aumenta lo stato di disagio degli utenti”. E’ una situazione molto precaria che l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, Ente competente alla manutenzione della strada, dovrebbe prendere in considerazione prima che si sviluppino fenomeni che nessuno potrebbe più fermare. Intervenire con urgenza è il grido di allarme di tutti i cittadini di Staiti in quanto la strada rappresenta l’unica via di comunicazione con gli altri centri della fascia jonica e della provincia reggina.